Spinto dal destino, l'autore di questo blog si ritrova a narrare di matematica, cinese, Danimarca, libri, propri racconti, social network, vita vissuta, fumetti, spirito italiano, musica e combattimenti con l'ombrello.
Il terzo risultato cercando la parola "Pazzia!"
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Pazzia? Pazzia! Già... pazzia!
Parliamo della pazzia, di quell'assurda sensazione del nostro tempo che sembra trovarsi in ogni persona e in ogni dove, di quel sentimento che si impregna nel nosense quotidiano e ci rende la vita dolorosa, di quel controsenso logico che ci porta a gridare perché il mondo fa così schifo, di quel... NO!
Di quel... NO!!!
NO?!? NO!
Ma perché?!? Io voglio parlare di come è talmente assurdo l'amico su Facebook scrivere: "Vivi la vita al massima perché la vita è corta" mentre fa lo stesso lavoro part-time senza alcuna prospettiva dal lavoro in un'eterna adolescenza fatta di esami mai finiti. NO!
Ma uffa... almeno fammi parlare di come sia assurdo il bigottismo religioso, l'estremismo ateista per la purezza della ragione, l'assurdità di volere uno stato religioso in Tibet ma non uno sputo di staterello cattolico a Roma, il dolore incessante di vedere le banche inondate di soldi che poi vengono apparentemente continuamente sprecati, la visione... NO!!! Ho detto di no!
E se parlassi dell'assurda pazzia delle comunicazioni che ci porta a dire di tutto sul computer, sui telefonini, sui tablet, sulle console, via email, tramite piccione viaggiatore e poi ci si ritrova tutto il giorno da soli chiusi in casa a dichiarare che domani si uscirà fuori da questa stanza pronti a spaccare il mondo... Ma smettila!
E allora di cosa vuoi che ti parli se non posso buttarmi nell'analisi psico-sociale-economica del mondo moderno? Ma te l'hai mai fatto qualcosa di pazzo? Qualcosa che dichiari veramente assurdo?
Eh? Si dai! Parla coi tuoi amici... tutti ti diranno che hanno fatto qualcosa di pazzo! Che nelle loro vene schizza sempre un pizzico di insolenza e di ribellione sociale. Hai presente?!? La pazzia? Quel pizzico di baldoria che ti porta a fare quel qualcosa in più che nessuno fa?
Ok! Questa è pazzia!
Non si chiama coraggio quello? "Coraggio"?!? Quella parola fa troppo anni '90 in cui i personaggi televisivi combattevano col potere dell'amicizia. Nono! Qua si parla di pazzia! Tutti possono essere coraggiosi, ma per essere pazzi devi avere quella scintilla in più.
E cosa dovrei fare secondo te? Bunjee-jumping? Fare un bagno a mezzanotte? Dichiarare il mio amore ad una sconosciuta? Scrivere una storia d'avventura e coraggio? Combattere a spade laser con qualche amico? Fare una videata no-stop di tutta una serie di film? Prendere e partire per qualche luogo per qualche giorno senza dire niente a nessuno? Iniziare una qualche collezione? Fare un cosplay? Ma come sei noioso! Queste sono cose che implicano coraggio, curiosità, determinazione, amicizia, voglia di fare, amore, tensione dell'attimo, piacere del gusto, divertimento. Non c'entra niente con la pazzia. La pazzia è andare per la strada con una scarpa in testa cantando "Vecchio scarpone", è fermarsi in mezzo ad una piazza ed iniziare a declamare il capitolo quarto del terzo libro di Harry Potter vestiti da suonatore di cornamusa, è andare dal proprio amico che sta prendendo nota da questo blog per qualche scherzo di laurea e dirgli: "NO! Non farlo!" senza ulteriori spiegazioni, è...
Ed essere leggermente schizofrenico parlando con se stessi sull'argomento pazzia? E' pazzia? NO!!! QUESTA E' SPARTA!!!
I dunno, lol
E con questa perla di dialogo con me stesso, chiudo lasciandovi con l'assurdità della vostra vita, sperando che vi siete resi conto che la maggior parte della vostra vita è pazzia mentre le vostre pazzie non sono pazzie ma semplicemente cose divertenti. Vivete bene e non accettate le caramelle dagli sconosciuti. Perché prendere un'ascia bipenne per tagliare a metà dei dolciumi di persone mai viste prima non è un buon approccio per iniziare un'amicizia.
Nella mitologia forumistica di GamesVillage, il forum di GamesVillage è visto come un mondo a ciotola retto da una possente mano d'argilla. Sul pianeta a scodella camminano gli utenti nella pacifica guerra del dibattito continuo incuranti di chi regge il mondo, al di sotto c'è la grande mano d'argilla che detiene le sorti del pianeta GV. Ogni dito rappresenta una rivista dell'editore Sprea: GMC, PlayStation Magazine (PSM), XBox Rivista Ufficiale (XRU), Nintendo la Rivista Ufficiale (NRU), The Games Machine (TGM). Ogni dito è parte integrante del sistema che regge l'economia portante del forum di GamesVillage.
Ieri, dopo l'amputazione del medio XRU, un'altra di queste dita è stato tranciato dalla divinità che regge il gioco: la Sprea Editori ha deciso di chiudere GMC. Nessun comunicato stampa per ora, solo la fredda lettera di un servizio abbonamenti che rivela che la rivista di videogiochi più venduta in Italia non sarà più disponibile nelle edicole dal numero 196.
Non sono stato partecipe del crollo editoriale di GMC, né ho assistito al tanto decantato crollo di qualità della rivista quando la Sprea editori ha acquisito la società The Future Media Italy, non ho nemmeno seguito le vicende editoriali dai tempi in cui gorman, poi Zave e Ualone, lasciarono la gestione delle rispettive riviste non fidandosi delle scelte manageriali Made of Sprea.
GMC e NRU sono state le due riviste che hanno caratterizzato parte della mia adolescenza: dal 2002 a circa il 2006 sono state a fase alterne i due periodici che mi hanno guidato con fierezza nell'ambiente videoludico, poi qualcosa è cambiato (probabilmente il mio affascinarmi alla rivista Linus, l'inizio dell'università, l'abbagliante conoscenza dell'Internet) e pian piano ho smesso di leggere entrambe le riviste.
Sentire però della notizia della chiusura di GMC ha portato in me a galla due sensazioni: una timida nostalgia e una certa preoccupazione.
La "timida nostalgia" è perché GMC, prima della grande pulizia del 2010, riempiva camera mia in numerosi anfratti. La sua chiusura equivale per me alla chiusura del bar Camelot in centro a Verona, unpub ove prima della legge anti-fumo era dominato da una costante nebbia fuligginosa, in cui le prime volte ci entravi spaventato perché era un po' troppo per te. Un posto in cui la gente che partecipava era qualcosa di più, ma che pian piano ti diventa quasi familiare finché non l'abbandoni perché anche te cresci e cambi. Poi ripassi per la via e scopri di colpo che il locale è stato chiuso senza alcuna possibilità di scampo. Ripensi al passato e improvvisamente rimembri che in quelle pagine avevi letto quella recensione o in quel tavolino avevi ascoltato il tuo amico che aveva appena lasciato la sua ex. Un passaggio di consegne dovute al tempo ma che in qualche modo ti fanno soffrire. Dannazione!
Un'alternativa Sprea
La "certa preoccupazione" viene per il forum GamesVillage: un luogo della rete dotata di una community incredibile, ma che delle cinque dita su cui si regge, pollice e medio (GMC e XRU) sono stati ormai amputati e il mignolo (TGM) regge un altro forum di dimensioni quasi equivalenti (The Games Machine Online). Con sole due dita che reggono GamesVillage, il tutto inizia a scricchiolare rumorosamente sotto ad una mano che non si sa se riuscirà a continuare a reggerne il peso. C'è la via di fuga offerta dai vecchi redattori gorman, Ualone, Zave su www.dailyrando.it, che è un'ottima alternativa dotata ormai di una discreta community e di un sistema a blog non trascurabile, ma bisogna mostrarla all'utenza di GamesVillage se un giorno capitasse il tracollo e sinceramente dubito che sarà una scappatoia mostrata in tempi utili. Da utente di GamesVillage in verità tremo a questa chiusura e dal conto alla rovescia ad orologeria che la Sprea sembra aver posizionato sotto le sue videoludiche testate.
Ma a parte la "timida nostalgia" e la "certa preoccupazione", rimane il dispiacere che un'altra grande testata videoludica lasci il campo editoriale, schiava di scelte commerciali sbagliate ed azzardate da parte di Sprea. In questo momento c'è solo veramente delusione. Spererei in un abbraccio virtuale da parte di gorman, vecchio fondatore di GMC e dell'allora forum GamesRadar (oggi GamesVillage), ma forse è chiedere troppo. Rimane il dispiacere per la scelta di un altro idea!e. Addio GMC!
Una delle cose che si parla costantemente in questo periodo è la crisi; credo che non ci sia alcuna cena coi parenti, incontro con gli amici, discussione filosofica col parrucchiere o elaborazione metafisica sul futuro dei metafisici che non vada ad incastrarsi nella profonda e rigorosissima discussione dello spread.
E' quasi avvincente vedere come dall'amico economista al pizzaiolo sotto casa, quando parlano di crisi, nella loro maniera, talvolta un po' eccentrica, riescono ad improvvisarsi come esperti e fonti d'informazioni. Nessun termine è troppo difficile, nessuna discussione finanziaria è troppo complessa, nessun dibattito economico-borsistico è troppo alto per il popolo della classe media e giù di statistiche, azioni politiche e discussioni fanta-economiche con un bicchiere di birra in mano.
Finiti il periodo sacro-religioso-calcistico degli Europei 2012, le discussioni quindi si alternano fra mari e monti o Mario Monti. Ma perché ci prende tanto questa crisi?
Sarà che ci sentiamo coinvolti, quasi colpevoli dopo che ci siamo tenuti Berlusconi per una decina di anni?
Sarà che abbiamo tutti quel parente, quello zio, quel conoscente, quel iomedesimostesso che ha perso il lavoro durante la crisi?
Sarà che c'è stato quel taglio di bus, quel balzello economico che non ci aspettavamo, quella tassa che diventa misteriosamente sempre più alta?
Credo che a queste tre domande possiamo rispondere sinceramente con un ingrato "Si! E' per tutti questi motivi!", ma... c'è sempre un ma... non vi piace di sentirvi un po' più analizzatori dell'animo italico? Fermarsi a questi "si!" in fondo è banale. Cioè queste cose ve lo dice anche il tabaccaio sotto casa aggiungendovi anche che si stava meglio quando non si stava peggio, che la mafia al sud si mangia tutto o che bisogna uscire dall'Euro perché la Lira aveva un bel suono se suonata in maniera accurata.
Nono! Proviamo ad andare più in profondo e chiediamoci perché la situazione economica italiana è così seguita senza però farci sentire profondamente protagonisti? Perché continuiamo ad assistere a questa charade politica senza reagire brutalmente come greci e spagnoli?
Certo! Potremmo rispondere che in fondo... in fondo... greci e spagnoli, ora come ora, sono più in crisi di noi, che in fondo il partito di Grillo ha raccolto un bacino di malcontento non da poco, che nonostante tutto con Monti l'Unione Europea ci guarda con occhio migliore.
Eppure credo che, come diceva il buon Gaber, l'italiano sa perfettamente che la politica è solo un grande teatrino: il beautiful politico si posiziona in seconda posizione nell'audience italiana, subito dopo al calcio (che rimane al primo posto come si capisce dalla tiratura elevata della Gazzetta dello Sport).
"Non mi sento italiano" di Giorgio Gaber
Pensate di cercare di spiegare la politica tedesca ad un italiano: vi usciranno nomi come CDU, SPD, Merkel, qualche situazione nazista. Provate a sentire un francese parlare del proprio governo: ci saranno nomi come Sarkozy (ohoh... Carlà Brunì), LePèn, Hollande.
Ora proviamo a pensare di spiegare la situazione politica italiana: beh... c'è il Popolo delle Libertà, che è il partito di Berlusconi, e rappresenta il partito cattolico degli italiani. E qua giù risate su risate e voi a dirvi: "Ma è vero! Certo c'è il Pierfierdi con l'Unione di Centro, ma nessuno se lo caga! Smettila di ridere! Che poi Berlusconi se n'è andato... anche se ora sta tornando.".
Poi dici c'è il Partito Democratico, che è il nostro centro-sinistra, che unisce radicali e la Bindi che è contro i gay. No... non guardarmi così. E' che è una situazione un po' strana, perché in questo partito c'è un po' di ex-Democrazia Cristiana, un po' di comunisti, un po' di socialisti, un po' di verdi, un po' di radicali e passano il tempo a non combinare granché.
Al nord abbiamo un partito regionalista chiamato Lega Nord, che è xenofobo, ma non troppo. Cioè si! C'è la coi neri, i rumeni, quelli del sud (i terroni), quelli di Roma, quelli che cantano l'inno, i Punkreas (dopo la loro canzone "Polenta & Kebab"). Ma non sono veramente xenofobi. Cioè... a Verona in fondo Tosi ha vinto. Certo ha ripudiato completamente la Lega Nord nelle ultime elezioni ma comunque è di Lega Nord e... no... proprio no? Ok no!
Se volete esiste persino l'Italia dei Valori e il loro programma è combattere fino alla morte contro Berlusconi. Hanno altro programma? Beh... si. E' anche molto profondo ma è risaputo che Di Pietro ha stappato due bottiglie spumante quando il Silvio ha detto: "Tornerò per salvare l'Italia!". Sono cattivo? Forse avete ragione... è un bel partito! E poi c'è Antonio che è un mostro di retorica.
Infine c'è il movimento a cinque stelle che è un partito populista guidato da un comico. Un comico? Berlusconi? No! Basta menzionare quel tizio ogni dieci parole! No! Si tratta di Grillo? Un comico che non è entrato in politica ma fa politica per spiegare l'anti-politica con candidati politici. Eh? Non hai capito? E' un partito anti-politico che lotta contro entrambi gli schieramenti e non è di destra nè di sinistra? Chiaro? No? Per niente? No! Quello è Benigni! Ma che cavoli!
Infine (Si! L'ho so! L'ho già detto) ci sono Comunisti, Sinistra Ecologia Libertà, Unione di Centro, Futuro e Libertà, Forza Nuova, La Destra e così via. Ma davvero avreste il coraggio di elencarli tutti?
"Polenta & Kebab" dei Punkreas
Però è questo che dà forza ad un dibattito italiano: si hanno un numero esagerato di protagonisti, un sfacelo di fatti e fatterelli, quisquilie che si incastrano con movimenti internazionali, caotiche situazione che s'impregnano con lo sfacelo mafioso. E se a questo aggiungiamo le frodi calcistiche, gli scandali sessuali della nipote di Mubarak, i corvi del Vaticano, il terremoto in Emilia, la casa di Montecarlo, la P3, i rapporti fra Mafia e Stato e via di miliardi di altri scoop giornalistici, si può intuire che l'italiano non può che rimanere allibito da una tale concentrazione di informazioni e di fatti.
E cosa può fare allora? Poiché in fondo sono fatti politici, non propri, da italiano medio menefreghista ne fa l'unica cosa possibile, ne chiacchiera e ne parla più che mai. Ci può essere quello sprazzo di movimento politico alla Movimento Cinque Stelle ma per lo più, si è spettatori allibiti coscienti che in fondo la crisi italiana è solo un altro lungo atto della gigantesca tragi-commedia politica all'italiana.
Prossimo atto? Restate sui nostri canali!
Si chiama profezia dell'armadillo qualsiasi previsione ottimista fondata su elementi soggettivi e irrazionali spacciati per logici e oggettivi, destinata ad alimentare delusione, frustrazione e rimpianti, nei secoli dei secoli. Amen.
Questa frase si trova a pagina 65, cioè praticamente a metà del volume "La profezia dell'armadillo" di Zerocalcare che ho comprato oggi dal mio fumettaro di fiducia dopo aver cambiato due aerei (sempre lode al Giò).
Non mi voglio perdere a spiegare chi è ZeroCalcare, primo perché dovrei in qualche modo giudicarlo (e chi sono io per giudicare uno che potrebbe aver cantato "Il carrozzone"?), secondo perché ritengo che potreste farvi un'ottima idea di tale persona tramite il suo splendido blog (doveroso link: http://www.zerocalcare.it/ ).
Poiché mi piace contraddirmi vi dirò lo stesso qualche informazione: ZeroCalcare nel 2012 ha 28 anni, è un po' nerd (al 67%, purtroppo ho visto casi molto peggiori), un po' tanto paranoico (rappresentato dall'armadillo), di Roma (Rebibbia per la precisione), dotato di un'ottima capacità di disegno (altrimenti non avrei comprato il libro), altamente autocelebrativo (visto che tutte le storie parlano di vita vissuta).
Libro e blog sono profondamente differenti perché il blog praticamente continua da dove finisce il libro.
Le storie del blog narrano vicende abbastanza comuni, allegre e scanzonate. Ci si può ridere sopra perché in fondo molti dei lettori possono rivedersi nei personaggi disegnati: ripetizioni disastrose, generazione anni '90 VS generazione Nuovo Millennio, bollette, paranoie mediche, cinema in 3d, ecc...
Gli argomenti trattati dal blog non sono pesanti, ogni due lunedì (perché ZeroCalcare è uno stradannato pigro non costante con lettori schiavi della sua penna) ci si ritrova a farsi una buona risata preparandosi a dannarsi per le prossime due settimane di duro lavoro.
Ci si aspetterebbe quindi che anche il libro sia così, in effetti è quasi tutto così: vita vissuta, piccole paranoie e storie di gioventù ma c'è un "ma...".
Vi dico solo la mia reazione iniziale sulla prima striscia (il sottoscritto nel ruolo di Mvesim, il Giò nel ruolo del Giò).
Mvesim: Giò! Posso darci una letta?
Giò: Fa pure. L'ho già fatto anch'io.
Mvesim perplesso: Con la mia copia che devo ancora comprare?
Giò tranquillissimo: E con quale sennò?
Mvesim perplesso: Ok... ok... ora leggo... "Ospiti"... uhm...
Reazione di un bimbominkia su questo blog
Mvesim soffre interioremente ç_ç
[Mvesim legge, un sorriso per le prime forme di paranoia del nostro eroe, poi il dramma]
Mvesim ancora più perplesso: Ma che cavolfiore marcio di quei filistei matematici! Ma... ma... perchè?!? E' una cosa pensantissima per iniziare! Un pugno in uno stomaco per un lettore di ZeroCalcare. Io mi aspettavo di ridere fin dall'inizio. Questo è un po' troppo forte per iniziare.
Giò saggiamente: Ed è tutto collegato Mveso.
Mvesim che deve ribattere ancora più saggiamente: Già, in effetti è la vita dello Zero. Però è pesante lo stesso.
E qua mi fermo. Non spoilero il secondo tema portante del fumetto poichè ho spoilerato il primo (che è cmq la vita dello ZeroNonAssoluto). Se vi piace il blog di ZeroCalcare vi consiglio il libro che è anche a colori ma non aspettatevi solo sorrisi da blog. Il tema trattato è a tratti spesso pesante ed evoluto non banalmente.
Come ben sapete nel mondo esistono diverse tattiche di difesa: c'è il judo, il karatè, la scherma, il domino, la capoeira, il tiro al bersaglio e così via.
In questo blog voglio presentarvi la Payonga, termine che deriva dal filippino "Payong" che significa ombrello. L'arte di combattere con l'ombrello è un'antica arte creata nel lontano dodici luglio del dodicesimo anno del terzo millennio in una terra lontana dimenticata dai mortali.
Le consuete tecniche di auto-difesa create con lo strumento prediletto dagli inglesi predispongono solitamente due tecniche:
il classico metodo di nascondere un'arma al posto della parte portante dell'ombrello. Solitamente tale arma è un piccolo fucile o uno stiletto,
oppure inserire del veleno sulla punta dell'ombrello che può essere iniettato all'interno del piede dell'incauto avversario con la semplice pressione di un pulsante (contraffatto da banale tasto per aprire l'ombrello).
Chi non conosce la storia è schiavo delle mode, ma la seconda tecnica non è un mero artificio satirico. Nel settembre 1978 fu usata per uccidere Georgij Markov, giornalista bulgaro, da parte del KGB (maggiori informazioni qua: http://www.bulgaria-italia.com/bg/news/news/00891.asp ).
Ciononostante la Payonga è un arte che non utilizza questi due metodi, troppo sofisticati e complicati per l'utente occasionale, ma si limita all'utilizzo dell'ombrello. L'ombrello deve essere quello classico da passeggio, lungo pressapoco quanto il proprio braccio, col manico ad uncino, la punta e la stocca di un materiale resistente, apribile tramite una molla collegata ad un pulsante posizionato vicino al manico. Evitate ombrelli pieghevoli, da bambino o troppo corti. Chiameremo "parte di seta" l'apertura alare dell'ombrello.
Nella Payonga c'è principalmente una regola fondamentale che chiunque voglia seguire questa antica arte marziale NON deve mai dimenticare: MAI attaccare di punta. L'attacco con la punta dell'ombrello può essere mortale o lesiva per gli organi vitali: per provare che non si sta dicendo sciocchezze ricordo la cronaca della ragazza uccisa proprio in tal modo nella metropolitana di Roma Termini (link ad articolo di giornale: http://www.repubblica.it/2007/04/sezioni/cronaca/ferita-ombrello-metro/ferita-ombrello-metro/ferita-ombrello-metro.html ).
L'ombrello in questione non va bene perché troppo di plastica. Il fattore "Hello Kitty" è controproducente per la vostra vita sociale ma è completamente ininfluente per la Payonga
Precisando quindi che la Payonga può essere un arte mortale e come tale deve essere usata con l'opportuna saggezza, iniziamo la prima lezione sperimentale di Payonga che ricordiamo è principalmente un'arte marziale di difesa.
Il colpo dell'affondo
Il colpo dell'affondo è un attacco base della Payonga e permette a chi lo usa di assegnare all'avversario un discreto numero di colpi. Per tale colpo si immagina che l'avversario sia disarmato ma notevolmente più forte e veloce di chi usa l'ombrello.
Il nostro combattente per effettuare tale mossa deve tenere l'ombrello al livello del bacino, l'impugnatura deve essere rivolta verso l'avversario e dovete tenere l'ombrello sulla destra o sulla sinistra con entrambe le mani posizionate sulla parte di seta dell'ombrello. L'ombrello deve essere messo ortogonalmente alla vostra posizione.
Ecco come si struttura la mossa:
Quando l'avversario vi attacca, quando è a portata di colpo fate scattare in avanti l'ombrello al livello del bacino. Se l'avversario non blocca il colpo con una mano, sicuramente indietreggerà. A quel punto avanzate per ripetere esattamente la stessa mossa. Ripetete più volte finché il vostro avversario non metterà per istinto le mani sull'impugnatura per bloccarvi.
A questo punto sfruttate la parte curva dell'uncino dell'ombrello, fate scorrere le vostre mani verso l'alto sulla parte di seta dell'ombrello e facendo leva sulle mani dell'avversario portate la punta dell'ombrello a colpire più volte il viso del vostro nemico. Come noterete non arriverete proprio con la punta (che provocherebbe seri danni), ma con la parte laterale della punta. Continuate a fare leva e a colpire il volto finché l'avversario non vi blocca anche la punta.
Se l'avversario sto bloccando la punta ma non l'impugnatura, fate scorrere le mani verso il basso sulla parte di seta dell'ombrello e facendo sempre leva sulle mani dell'avversario colpite con l'impugnatura l'avversario. Alternate 2) e 3) finché l'avversario non blocca sia l'impugnatura che la punta.
Ora che l'avversario blocca sia l'impugnatura che la punta ha le mani completamente bloccate ed è privo di difesa. Mollate l'ombrello e, rapidamente, andate di calcio nelle palle.
A questo punto l'avversario dovrebbe avere un cedimento spirituale. Approfittatene per recuperare l'ombrello.
E questa era il colpo dell'affondo, detto anche la mossa che castra o il movimento della voce angelica.
Ricordiamo che essendo la Payonga un antica arte relativamente nuova ed inventata di sana pianta per dare un tocco di marzialità insana a questo blog non è detto che sia funzionale nè efficace. L'autore di questo blog quindi non si prende alcuna responsabilità.
Sebastiano Del Piombo. Si dice che il termine
"paziombo" non derivi dalla sua persona.
Benvenuti ancora una volta con noi gentile pubblico: oggi inizierà una nuova rubrica dedicata alle persone di questo mondo. L'individuo di cui parleremo oggi è la persona "falsa". Per appesantire questo articolo e per non ripetere fino alla nausea la parola "falsa" useremo le seguenti parole inventate come sinonimo: "paziombo" e "cuffionico".
Chi è la persona falsa?
Il paziombo secondo la categorizzazione di Minim-Melendi (noti specialisti del Burkina-Faso) si insinua fra le persone a cui tireresti un cazzotto e l'amico di cui non ti fidi ma sai che in fondo è una persona per bene. Minim posiziona quindi il cuffionico in quella linea oscura denominata "Ti-Odio-Ma-Non-Troppo" in cui rientra il vostro prof delle medie che non vi dava alcuna fiducia, Titti e l'ubriaco che inizia a cantare alle quattro di notte sotto casa vostra.
E' quel tipo di individuo in cui sai che non potrai mai porre fiducia. Qualcuno di voi potrebbe obiettare che la parola corretta sarebbe "credi" che non potrai mai porre fiducia, ma la sensazione cuffionica è più intima e profonda. Quasi un atto di fede religioso: voi sapete che non potete fidarvi di tale personaggio.
La cosa peggiore è che il paziombo potrebbe non avervi mai fatto nulla, essere la persona più buona del mondo, l'amico degli amici più amicoso di tutti, quello che viene abbracciato da tutte le ragazze o quello che rimane da solo in un angolino affermando frasi piene di saggezza contemplativa ("Il giallo!!!").
Ciononostante voi lo sapete! Voi la notate quell'aurea maligna e di cattiveria che lo circonda! E' quella strana certezza in cui comprendete che tale essere se avesse la vostra fiducia la sfrutterebbe per distruggervi.
Potrebbe legarvi nel materasso e buttarvi giù dal ponte più alto con la scusa della curiosità di come suona un sacco pieno che cade nell'acqua, o vi potrebbe sedurre la ragazza affermandovi poi silenziosamente "Mi spiace mio caro amico che la tua ragazza ti abbia lasciato. Ah... si è messa con me!", o ancora potrebbe mettervi i bastoni fra le ruote, ma senza alcuna cattiveria, affermando che il rave party nell'ufficio l'avevate organizzato voi (cosa in effetti vera, ma non si dice in giro).
In pratica è quel cavolo di individuo che senza assolutamente alcun motivo lo prendereste in un angolo con un coltello alla gola e lo obblighereste a rivelare la sua vera natura di fronte a tutti gli altri. Questo! O la morte!
Poi voi lo uccidete lo stesso... ma cosa volte che sia? Son ragazzi.
"cuffionico" deriva dal fenicio Cuffaro e
ionico (ripetuto velocemente più volte)
Esiste il cuffionico?
Nella fauna umana in cui ogni giorno ci immergiamo in verità non esiste un paziombo vero e proprio: un individuo considerato falso per Pierferdinando potrebbe essere una persona di cuore per Giambuarda.
Ritenere falso un determinato essere umano è un fattore prettamente personale, legato a sentimenti, sensazioni e ad una particolare concezione astrale.
Tale sensazione può essere dovuta a diversi fattori: al tono di voce apparentemente mellifluo, ad un tic schizofrenico su di un occhio quando racconta qualcosa o perché la zia del cognato della sorella del nipote di vostra mamma vi ha detto che una volta il paziombo in oggetto ha corso nudo per le vie di New York.
E' quindi una sensazione prettamente istintiva e personale: un po' come l'incontro fra Fra Cristoforo e il nobile nei Promessi Sposi, soltanto che in questo caso il sospetto e la paura nasce soltanto da voi mentre il falso si limita a sorridervi e a porvi la mano in gesto di amicizia.
Qual è la reazione tipica al cuffionico?
Non so se vi è mai capitato di fronteggiare un paziombo, ma non è una cosa bellissima, nè fantastica o meravigliosa, perché non si sa bene come comportarsi. Ci si rende di conto di trovare l'altro interlocutore un viscido, un bugiardo, un menzognere, un ballista, un ipocrita, un lestofante, un mistificatore o un simulatore ma non si può fare granché per le astruse regole sociali del "vollemose bene!".
La reazione normale sarebbe quella di tapparsi le orecchie, scappare via e tenere lontano le tue amicizie da quel corruttore di anime ma non puoi fare niente di tutto ciò perché in fondo l'altro non ha fatto (ancora) niente di male. E la situazione diventa veramente imbarazzante per chi teme il cuffionico.
Una frase in spagnolo alla Paulo Coelho perché fa cool.
Come reagire quindi?
Già? Come? COME? Fortunatamente per voi c'è qua il buon autore di questo blog che vi darà alcuni saggi consigli per come affrontare la situazione.
Primo passo: avvicinatevi lentamente al cuffionico e sorridete in maniera carina e coccolosa (come i pinguini di Madagascar) in maniera tale che non riesca a comprendere cosa stai per architettare.
Come seconda cosa dovete stare attenti a non fuggire in un mondo di fantasia, la tentazione di immaginarvi in un torneo medioevale in cui state per lottare per la difesa della Contea di Wrestling sarà fortissima, ma voi non dovrete dimostrarvi deboli. Se serve a non fuggire in un mondo di fantasia mandate pure ko con una mossa di wrestling il tenero bambino che vi starà passando accanto, ma cercate di rimanere concentrati sulla persona falsa. Non dimenticate il vostro obbiettivo.
A questo punto con nochalance iniziate a parlare della vostra collezione di calendari d'ufficio per mettere a vostro agio il cuffionico e nel contempo simulate la scrittura di un sms sul vostro cellulare.
Quando il falso sembra preso dalla discussione sull'arte della graffite fate partire la suoneria. Rispondete prontamente facendo però finta di prendere la chiamata di malavoglia ed iniziate a dire queste esatte parole: "Oh ciao! Si! Ah-ah (non la risata)! Ah-ah... uhm... si... si... è che ora sono con... si... ah-ah. Ok! Ci vediamo dopo allora!".
Guardate con convinzione il falso che, se non è uno stupido avrà già capito cosa state per fare, ed iniziate a formulare alcune scuse: "Purtroppo ho dimenticato il gatto acceso.", "No, non sei te. Sono io.", "Scusami ma domani ho l'esame del sangue e devo ancora iniziare a studiare", "Domani ho un party ma tutto quello che ho è questo pollo di gomma con una carrucola in mezzo", "Scusami ma è uscito Call of Duty 3 e non so proprio dove sia andato."
Iniziate i vostri saluti di circostanza ("Ci sentiamo! Salutami Giambrogia, sai che ci tengo! Si, ci teniamo in contatto.") ed iniziate ad allontanarvi verso ovest. Il cuffionico ora sarà deluso perché perderà il vostro interlocutore e per non farvi capire il suo dolore si sarà girato per ammirare il tramonto. E' a quel punto che dovete colpirlo con forza sulla nuca con le mosse di arti marziali che imparerete saggiamente da questo blog! PAM! Così! PAM!
Andarsene a fare quello che si doveva fare fischiettando la canzone degli 883: "Non ho... nessun rimpianto! Nessun rimorso!"
C'è ovviamente una soluzione alternativa: ovvero fronteggiare le proprie paure, alzare gli scudi e capire perché il falso è tale per la vostra anima. Smontare il proprio pregiudizio comprendendo se il cuffionico era effettivamente una cattiva persona oppure no, offrendo la possibilità di ottenere un nuovo amico. Diventerete così voi stessi una persona migliore per voi stessi e per gli altri. Perché, cari amici lettori, non dovete dimenticare che l'amicizia e l'amore sono le cose più importanti e questo blog ci tiene ai vostri sentimenti e alla cura che voi tenete al mondo. Quindi, mi raccomando, usate con saggezza il vostro cervello, guidate col casco, lavatevi i denti alla sera, non buttate le cartacce per terra e non accettate caramelle dagli sconosciuti.
Curiosità!
Ah! Com'era tutto più semplice una volta.
E' risaputo dagli annali che una volta due persone che si ritenevano false a vicenda si siano incontrate rispettivamente in piazza San Marco dopo aver letto questo blog. Al punto 6 hanno iniziato un combattimento sui tetti talmente spettacolare che quelli della Ubisoft hanno deciso di replicare il tutto in Assassin's Creed II.
E' stato provato che statisticamente ogni persona quando incontra per la prima volta un paziombo rimane dieci secondi e 125 millesimi perplessa con se stessa non comprendendo chi si trova di fronte.
E' risaputo che durante la rivoluzione francese i cuffionici erano considerate persone innamorate. Lo stesso Robespierre citò più volte: "Li odio, ma loro perdono ogni volta la testa per me". E' anche noto che il tentativo di distrarre il popolo di Parigi con le brioche fallì miseramente perché Maria Antonietta non possedeva ancora un cellulare (punto 3).
E' stato provato che la sensazione di falsità si può trasmettere tramite gli odori. Persone che non si lavano da più di tre mesi sono mantenute più a distanza di persone che si lavano regolarmente.
Non so se voi siete avvezzi nell'utilizzo di blog, chat e forum. Ma una delle cose più diffuse è il cosiddetto flame, ovvero quella astrusa e perversa capacità di stuzzicare il prossimo senza offenderlo. Ovviamente il flame è una cosa che in una discussione civile bisognerebbe sempre evitare ma se l'altro interlocutore è talmente ottuso da impedire praticamente il dialogo allora può nascere quell'incentivo sadico e malvagio da flamer semi-professionistico. Io non sono un grande flamer, anzi a dirla tutta sono sempre stato dalla parte della barricata dei difensori dei deboli con lo scudo da moderatore per l'onore del dibattito impregnato di saggezza, però qualcosa l'ho imparata.
Condivido quindi con voi una serie di stili da flamer che se volete potrete usare nella vita di tutti i giorni per offendere senza offendere. Questo blog ciononostante si esime dal prendersi qualsiasi responsabilità se poi vi prendete una sediata perché qualcuno riconosce il vostro continuo sfottere.
Offesa nascosta
No! Non penso che tu sia una stupido.
Significato nascosto: E' evidente che tu sia uno stupido.
Offesa da cambio di consonante
Te per tutti noi rimani sempre il più glande. Significato nascosto: Sei un cazzone.
Offesa da scrittore
Sei un grande scrittore! Quasi al livello di Poe.
Significato nascosto: O era Twinkie-Winkie?
Offesa da conoscente
Sei intelligente quasi come Mario Rossi.
Significato nascosto: E' riconosciuto da tutti che Mario Rossi sia un emerito cretino.
Offesa da multipla negazione
Non credo che nessuno non ti consideri una persona non dotato di una non così siffatta intelligenza.
Significato nascosto: Dipende dal numero di "non".
Offesa cinematografica
Su una scogliera con un amico. In questo momento mi piacerebbe rivivere uno dei miei film preferiti.
Significato nascosto: QUESTA E' SPARTAAAA!!!
Offesa facebookiana
L'amico ti scrive su Facebook: "Ehy, come va?", iniziate a scrivere qualcosa casuale ("sdghf" va benissimo) ma NON cliccate "Invio", così il vostro amico vedrà apparire la scritta "Caio sta scrivendo". Nel frattempo andate a fare qualcos'altro per perdere un po' di tempo (potete scegliere fra fare una doccia, leggervi un libro, tentare di saltare da un palazzo all'altro). Poi rispondete: "Bene grazie!".
Significato nascosto: Si, della tua esistenza non m'interessa proprio niente.
Offesa da ritardo
Fare un appuntamento per le 17.00. Scrivere un messaggio alle 17.05 dicendo che arriverai un po' in ritardo perché ti stai ancora preparando. Insistere con un altro messaggio alle 17.20 affermando che hai cercato di prendere l'autobus ma lo hai perso proprio all'ultimo. Ribadire con un sms alle 17.42 dicendo che sei quasi lì. Scusarsi con un altro sms dicendo che alle 17.55 sei sicuramente lì ma che alle 18.00 devi proprio scappare perché hai un altro impegno. Lamentarsi con l'altro interlocutore perché non ha proprio alcuna pazienza.
Significato nascosto: Non ho voglia di uscire di casa per te, idiota.
Offesa da anticipo
Chiamare un amico che sai che vuole uscire dannatamente con te in orari in cui sai perfettamente che l'altra persona non potrà mai uscire perché sta facendo qualcos'altro. Lamentarsi perché l'altro interlocutore non viene incontro ai tuoi bisogni.
Significato nascosto: Si, sono io e non te. Ma vedi sei te a non venire incontro ai miei bisogni.
Offesa da 883
Cominciare a cantare senza apparentemente una ragione la canzone "Ma perché" degli 883.
Significato nascosto: Tu continui a vivere la vita degli altri perché tu una tua non ce l'avrai mai. Tu cerchi i difetti a noi ma sarebbe meglio se ti fermassi un po' a guardare i tuoi. Ma perchè non ti fai mai i cazzi tuoi?
Offesa da tecnico-scienziato
Vorrei poterti parlare ma l'encelofagramma che possiedi ha una derivata uguale a quella del seno al quadrato più il coseno al quadrato.
Significato nascosto: f(x) = cos(x)^2 + sin(x)^2 = 1, la derivata di tale funzione è 0. Quindi l'encelofagramma è chiaramente piatto. Sei un'idiota.
No! Non sei un deficiente. Sei solamente molto molto speciale.
Significato nascosto: Sei un deficiente.
Offesa nosense
Ogni volta che un tulipano muore, il cielo si tinge di giallo a pois verdi per ricordarci ancora una volta che il destino dell'America è ancora nelle tue saggi scelte. Sappiamo che probabilmente il tucano giapponese della flotta astro-ungherese non potrebbe dare il suo permesso, ma siamo tutti consci che tu con la forza dell'amore, del coraggio e delle bandierine della pace riuscirai nell'impresa. Va giovane virgulto! Vola!
Significato nascosto: Probabilmente sei un deficiente.
Offesa da mani alzate
Spero che non ti offenderai se ti dico che quello che hai affermato nell'ultima ora è completamente privo di alcun senso logico.
Significato nascosto: SONO TUTTE CAZZATE! CAZZATE!
Offesa da rapper
L'unica cosa che ti potrebbe rispondere "Tu" alla domanda: "Chi è la persona più intelligente in questa stanza vuota eccetto me?" è un telefono occupato.
Significato nascosto: Così senti "Tu tu tu tu tu!".
Offesa da parole sospese
Sei una persona stu...pendamente co...rtese, idio...maticamente un ca...ntante mer...aviglioso.
Significato nascosto: Nono... non volevo offendere.
Offesa da domanda buttata lì per caso
Ma te fai rima con Orione?
Significato nascosto: Storione curioso.
Offesa da domanda secca
Io non ti considero tale. Ma te lo sai di essere un'idiota?
Significato nascosto: Nono... io non ti considero tale.
Mi raccomando NON usate queste offese. Possono generare odio, perversione e dolore per la specie umana. Si dice che guerre siano iniziate per cose come l'offesa da ritardo quindi andateci cauti. Da grandi poteri derivano grandi responsabilità.
Chiedo scusa a coloro che si sono sentiti offesi da questa pagina. Non iniziate a flammare, please.